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Jeroboam

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Jeroboam

Chi è il nomade?

La definizione del dizionario dice che il nomade è un membro di un gruppo di persone che non ha residenza fissa e si sposta da un posto all’altro. I loro viaggi di solito avvengono stagionalmente all’interno di un territorio prefissato. Storicamente parlando, i nomadi sono pastori di capre, pecore e bestiame attraverso le terre che percorrono. Oggigiorno, i nomadi vagano per il mondo, accompagnati dai loro dispositivi digitali e gli strumenti per la connessione 4G. Il nomade moderno è consapevole delle culture circostanti, è guidato dalla curiosità e non ha paura di cambiare, muoversi, esplorare ed imparare di più.

Jeroboam presenta i suoi estratti di profumi per nomadi urbani.

Estratti profumati composti soprattutto per i nomadi di oggi, per consentire loro di esprimere la varietà dei loro stili di vita e di valori. Il linguaggio che è stato scelto per comunicare i concetti dei profumi è l’Esperanto, un linguaggio universale che fa parte del modernismo letterario, e creato per comunicare oltre i confini nazionali e promuovere la fratellanza universale, la libertà di espressione e l’alfabetizzazione diffusa – “l’intera moderna umanità“.

Così come la lingua scelta, così anche gli estratti – le storie ruotano intorno al modernismo e al presente. Inoltre, considerando il fatto che la maggior parte dei profumi moderni ha delle basi muschiate, le fragranze di Jeroboam sono progettate per essere universali e si sviluppano su tutte queste note lussuriose di muschio. Il muschio è un ingrediente che sbilancia tutto nel mix, permettendo alla fragranza risultante di durare più a lungo, e rendendo bene evidente il motivo per cui è più comunemente usato in profumeria. Alcune fonti dicono che la sensibilità delle donne al muschio è 1.000 volte superiore rispetto a quella degli uomini.

Uno stile di vita animato da un ingrediente unificante, il linguaggio e il segno di un’era, di un concetto di nomadismo – una pratica di oggi divenuta regola. Nina Simone una volta ha detto che un artista deve riflettere i tempi in cui vive. Le piccole opere d’arte di Jeroboam catturano e riflettono bene il nostro tempo. Molte culture sono state tradizionalmente nomadi, ma il comportamento nomade sta diventando una regola all’interno dei rappresentanti della nuova economia e della nuova generazione modernista. Viviamo in tempi in cui i valori uniformanti non sono più validi e l’uniformità è costruita attorno all’individualità e all’esperienza personale; i tempi in cui le regole sociali sono tutto e niente; dove l’identità è vaga; dove c’è mancanza di fede, sovraccarico di cinismo e nuovo edonismo – tutto viene filtrato attraverso la diaspora nomade mondiale e il desiderio di progresso.

Jeroboam cattura la concezione dell’adesso e crea estratti e pozioni per nomadi moderni, profumi seducenti e accattivanti che rappresentano il tempo in cui viviamo ed in cui vivremo.

Jeroboam – Il Marchio

          

Articolo scritto da Julia Ahtijainen – The Frankly Speaking – Tradotto da Essenses

Jovoy – Touche Finale

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Jovoy – Touche Finale

Il critico d’arte Robert Hughes ha dichiarato una volta sul Time Magazine che più grande è l’artista, più grande è il dubbio. Secondo lui, la fiducia perfetta viene data a chi ha meno talento come premio di consolazione. Non c’è dubbio che l’incertezza spinga i creativi avanti, il dubbio fa sì che un artista continui il suo percorso, dia priorità all’evoluzione e persegua la perfezione. Le più grandi opere d’arte rimarranno sempre incompiute.

Il senso del dubbio è molto comune nei creativi, i produttori d’arte. Una sensazione travolgente che prende il sopravvento e li confonde, rendendo poco chiaro il cammino verso l’obiettivo finale. “I nostri dubbi sono traditori e ci fanno perdere il buono che potremmo ottenere perché abbiamo paura di tentare“, scrisse William Shakespeare nella sua commedia Misura per Misura. Per continuare e raggiungere il traguardo, l’artista deve fidarsi della propria intuizione e mantenere una visione chiara mentre finalizza la propria opera d’arte. Per mantenere chiara questa visione, ogni artista ha il suo modo di preparare, i rituali che esegue, dove è sempre coinvolta la seduzione dell’anima, e la giusta apparenza che viene tenuta sotto controllo in modo eccentrico, incluso il trucco e l’abbigliamento curato, dove il “tocco finale” della preparazione è un tampone molto leggero di cipria e uno spruzzo di profumo, in modo che il personaggio principale possa incantare il pubblico dal palcoscenico.

A questo punto, da questo punto e precisamente questo punto viene catturato in una bottiglia di profumo da Jovoy. “Touche Finale” è una rappresentazione olfattiva dell’ultimo gesto che rende un capolavoro definitivo, un ultimo tocco necessario per completare l’aspetto estetico. Un’apparenza che sarà apprezzata principalmente per la sua bellezza e il suo potere emotivo.

Questo è il paradosso di un’opera d’arte. Da una parte, quando il lavoro è finito, è fatto. È firmato, sigillato e consegnato al pubblico dominio. D’altra parte, l’opera d’arte non si ferma mai; guadagna un altro status quo in pubblico. Galleggia e s’infonde attraverso il pubblico, si mescola con diverse identità, dà e prende, si trasforma in qualcosa di nuovo, in altro. Il pubblico profumerà, interpreta, usa, reinterpreta, ne spruzza troppo e forse fraintende. L’opera d’arte acquisirà uno stato infinito, un processo infinito di un pezzo mai finito…

Anche quando l’ultimo ritocco vien dato al quadro, anche dopo che il profumo verrà consumato e l’ultimo spruzzo sarà evaporato, l’eredità continuerà, il sillage rimarrà, se non nell’aria, nel canale della memoria. E il paradosso dell’arte rimarrà misteriosamente lo stesso.

Touche Finale – Il Prodotto

          

Articolo scritto da Julia Ahtijainen – The Frankly Speaking – Tradotto da Essenses

Stephane Humbert Lucas – Panthea Iris

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Stephane Humbert Lucas – Panthea Iris

“Lasciati attirare silenziosamente dalla strana attrazione di ciò che ami davvero. Non ti porterà fuori strada”. – Rumi

Non è strano che siamo sempre in qualche modo attirati ed attratti dall’Altro, dall’ignoto, da qualcosa di molto lontano; ne siamo magnetizzati ed attratti più che da quello che è vicino a noi. Qualcosa di molto lontano, qualcosa sopra di noi, ci spinge. Viviamo in un mondo pieno di persone straordinarie, siano esse persone del passato, del presente o del futuro. E la speranza, o qualunque tipo di fede – la fede nel potere, la fede nella bellezza… La fede è la forza trainante dell’Altro, i capi tribù, i patriarchi, le teste incoronate – gli uomini sopra di noi che ci fanno sognare.

Un sogno è un trionfo dell’immaginazione, un richiamo a qualcosa di ultraterreno. Un sogno potrebbe essere un intrigo, una ricerca per un momento di chiarimento della bellezza.

SHL ha sintetizzato qualcosa di lontano e onirico in un concetto di profumo – una collezione di seducenti fragranze basate su rare essenze che sono intrise di personaggi accattivanti, folklore mediorientale e il mistero della lunga storia.

Il nuovo capitolo di questo libro inizia con la storia di PANTHEA IRIS – una creatura straordinariamente divina, un messaggero di buone notizie sotto forma di arcobaleno, una scoperta rara che fa meravigliare. L’arcobaleno funge anche da simbolo di pace e serenità, visto dopo un temporale quando il sole irrompe tra le nuvole e il nuovo sentimento di speranza tocca il cuore.

Questa creatura dal sangue blu, con un sorriso e gli occhi splendenti, può essere individuata tra le nuvole scure del cielo blu di Prussia… È quasi irraggiungibile, intoccabile ma percepibile ed influente. Lei è indimenticabile.

La preziosità dell’Iris, uno degli ingredienti più costosi in profumeria, richiede pazienza e controllo, richiede il bisogno e il desiderio di essere delicati in tutti i sensi. Come un tocco di un prezioso tessuto di seta portato dall’Oriente, e percepito come un dono di Dio, questo profumo è la massima espressione della divinità.

Perdersi nell’oggetto della meraviglia potrebbe essere possibile attraverso un senso dell’olfatto, e potrebbe essere l’esperienza più bella che si possa mai avere… potrebbe essere qui, lì o dall’altra parte dell’arcobaleno.

Panthea Iris – Il Prodotto

          

Articolo scritto da Julia Ahtijainen – The Frankly Speaking – Tradotto da Essenses